[in bloom]

22/12/2005

Riflessione del giorno

Per una Costituzione più aderente alla realtà dei fatti occorrerebbe modificare il primo articolo in: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata su un tenore di vita al di sopra delle proprie possibilità."

postato da maxosini | 16:57 | commenti (1)



16/12/2005

Casper the Friendly Ghost
Dogma #1
Recycled, 2005

Stefano Poletti, già membro fondatore dei Pecksniff, esce allo scoperto con un nuovo progetto il cui scopo sembra essere quello di regredire ad una dimensione ulteriormente infantile i fraseggi surreali dal suo gruppo principale. Ad assecondarlo sono due ragazze deliziose che, grazie alla loro incompetenza, riescono a esprimere al meglio il senso dell’operazione...  continua
 
postato da maxosini | 14:54 | commenti (1)



15/12/2005

Aquefrigide - Bre Beskyt Dyrene
Un caso isolato
SubSound, 2005. Voto: ***

Sono passati quasi tre anni da quando ho ascoltato e recensito su queste pagine i due formidabili cd-r di Aquefrigide, aka Bre Beskyt Dyrene, da Roma, fulgido talento naturale della musica estrema al confine tra metal, punk e industriale.  Quei demo rimangono ancor oggi quanto di meglio mi sia mai capitato di ascoltare in Italia, talmente coraggiosi e oltranzisti... continua 

postato da maxosini | 14:27 | commenti



14/12/2005

Letture

Camillo intervista il suo idolo  Christopher Hitchens e vale la pena di leggersi cosa ha da dire. Un estratto: “Credevo che la sinistra avesse intuito la natura fascista del fondamentalismo islamico col caso Rushdie. Credevo avesse capito già allora che la rivoluzione islamista non era ribellione degli oppressi, ma un movimento degli oppressori. Che non era battaglia antimperialista, ma volontà di creare un impero anzi di ristabilire un impero perduto. Che non era una protesta contro la povertà e la disoccupazione, ma la causa della povertà e della mancanza di lavoro. Eppure la sinistra sottovaluta questo nemico, minimizza. Crede che il più importante nemico del progresso umano sia la globalizzazione, cioè gli Stati Uniti d’America. Conosco molte persone di sinistra che mi dicono: ‘Ok, bin Laden non è esattamente come Antonio Gramsci, ma meglio un movimento di protesta che nessuna protesta’. Fosse dipeso da loro non avrebbero destituito nemmeno il regime dei Talebani. E’ un mistero. E’ un modo corrotto di pensare che si spiega soltanto con l’antiamericanismo."

postato da maxosini | 08:42 | commenti



13/12/2005

Anniversari

12 dicembre 1969:  alle 16,30 una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura di  Piazza Fontana provocando 16 morti, 84 feriti. E' l'inizio ufficiale della "strategia della tensione", una delle più grandi vergogne italiane di sempre. Dopo 36 anni nessuno è ancora stato condannato per quel fatto. L'unico colpevole riconosciuto, Delfo Zorzi, se ne sta al sicuro in Giappone senza che se ne riesca ad ottenere l'estradizione.

Per saperne di più: http://www.reti-invisibili.net/piazzafontana/

postato da maxosini | 13:47 | commenti (1)



12/12/2005

Manderlay
(Danimarca/Svezia - 2005, col. 139')
regia: Lars Von Trier
con: Bryce Dallas Howard, Isaach De Bankolé, Danny Glover, Willem Dafoe, Lauren Bacall

Secondo episodio della trilogia di Lars Von Trier dedicata all'America rurale, Manderlay racconta di come Grace, una volta lasciata la Dogville dell'episodio precedente, arrivi in una piantagione di cotone dove regnano schiavitù, repressione e ingiustizia. I suoi tentativi di attuare riforme sociali e democratiche saranno tuttavia destinati a un deprimente epilogo.
Manderlay conferma in pieno il talento del regista danese, anche se, rispetto all'episodio precedente si nota l'assenza di Nicole Kidman e le trovate sceniche non godono più del beneficio della sorpresa. In ogni caso la trama è più solida, così come sono più pregnanti le riflessioni sottese. Visione d'obbligo, anche per sfuggire alla consueta banailtà natalizia. Voto: ***

postato da maxosini | 12:42 | commenti



10/12/2005

Canzoni e parole :: "La vittoria della sconfitta" dei Negazione

Da RockitMag, n. 31, settembre-ottobre 2005.

L’unica volta che vidi un concerto dei Negazione fu al festival Monsters of Rock del 1991. Capii subito che l'anagrafe mi aveva giocato un brutto scherzo facendomi perdere qualcosa di veramente esaltante: la stagione dell'hardcore italiano, un mondo di rabbia, sudore e passione che potevo contemplare solo con lo sguardo nostalgico di chi era arrivato tardi. La musica dei Negazione era furiosa e antagonista, ma il milieu da cui discendeva non era da meno. Bastavano i titoli delle loro canzoni (“Tutti pazzi”, “Condannati a morte nel vostro quieto vivere”, “Lo spirito continua”, ecc.) a far capire chiaramente quali fossero le loro istanze ideologiche e sociali. I loro testi, poi, erano capaci di distillare tutto l'odio provato nei confronti di una società ostile in pochi versi memorabili e addirittura poetici, se si considera che erano il prodotto di un gruppo punk.

Il mondo di cui i Negazione si facevano portavoce era la periferia delle città industriali. Non è un caso che essi provenissero da Torino, la città industriale italiana per antonomasia, nei cui quartieri proletari abitavano migliaia di giovani dagli orizzonti occlusi da palazzi di cemento, contraltare emblematico degli yuppies in carriera. In quegli anni dominati dai miti del successo e dei vestiti griffati ad ogni costo, c’era anche chi non si adeguava e contrapponeva fieramente una protesta in grado di assurgere a ragione di vita, uno spleen molto esistenziale e poco estetico che trovava la propria identità nel motto “Punk is attitude, not fashion”.

 La vittoria della sconfitta” è il brano che apre il primo album dei Negazione e lo fa in modo programmatico, enunciando il senso stesso del nome del gruppo, l’espressione politica dell’essere punk, il suo antagonismo più fiero, lo sputo in faccia allo stato delle cose. Il tutto discende dalla mente confusa di un adolescente che, nel momento di passaggio alla vita adulta, si trova di fronte un mondo che non comprende e da cui è rifiutato. Il vuoto emotivo si trasforma nella “negazione” di un modus vivendi deprecabile, ma l’assenza di valide alternative causa un corto circuito che porta alla psicosi. La vita assume l’aspetto di una vera e propria lotta “tra noi e loro”, per affrontare la quale occorre chiarire (prima di tutti a sé stessi) quale sia il bene e quale il male. Ecco quindi che l’emarginazione si trasforma in una vittoria dell’individuo il quale si arroga il diritto di affermare che, anche se in minoranza, non è lui a sbagliare strada. Con buona pace della cosiddetta democrazia.

[Copyright © 2005 www.rockit.it Max Osini. Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.]

postato da maxosini | 10:08 | commenti


Questo blog propone la l'istituzione dell'aborto obbligatorio e chi vuole partorire lo faccia in clandestinità. il blog di Massimiliano Osini